Bonus fotovoltaico 2026: detrazione al 50% e requisiti
Come funziona il bonus fotovoltaico nel 2026: detrazione al 50% o al 36%, limite di 96.000 euro, bonifico, dieci rate e comunicazione ENEA, con un esempio di calcolo.
Il bonus fotovoltaico 2026 è la detrazione IRPEF del bonus ristrutturazioni applicata all'installazione di un impianto fotovoltaico: vale il 50% della spesa sull'abitazione principale di chi ne è proprietario o titolare di un diritto reale, e il 36% negli altri casi, con un limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. Si recupera in dieci rate annuali uguali nella dichiarazione dei redditi. Le aliquote le ha confermate per il 2026 la legge di bilancio (legge 30 dicembre 2025, n. 199, articolo 1, comma 22).
Quanto vale la detrazione nel 2026
| Chi sostiene la spesa | Detrazione | Limite di spesa |
|---|---|---|
| Proprietario o titolare di un diritto reale, sulla propria abitazione principale | 50% | 96.000 euro per unità immobiliare |
| Tutti gli altri casi (seconde case, inquilini, comodatari, familiari conviventi) | 36% | 96.000 euro per unità immobiliare |
Per avere il 50% servono entrambe le condizioni: la spesa deve essere sostenuta da chi possiede l'immobile, o da chi ha un diritto reale di godimento come l'usufrutto, e l'immobile deve essere la sua abitazione principale. Se manca una delle due si applica il 36%. Il limite di 96.000 euro riguarda l'insieme dei lavori agevolati con il bonus ristrutturazioni sulla stessa unità immobiliare, non il solo impianto.
Perché il fotovoltaico sta nel bonus ristrutturazioni
L'articolo 16-bis, comma 1, lettera h, del TUIR agevola le opere per il risparmio energetico, con particolare riguardo agli impianti che usano fonti rinnovabili. L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 22/E del 2 aprile 2013, ha chiarito che vi rientra l'impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, a condizione che sia installato per i bisogni energetici dell'abitazione, cioè al suo servizio diretto: luce, elettrodomestici, riscaldamento con pompa di calore.
Non va confuso con l'ecobonus, la detrazione per la riqualificazione energetica, che copre invece i pannelli solari termici per l'acqua calda. Le due agevolazioni hanno regole diverse: è per questo che la richiesta di un ecobonus al 65% nella manovra 2027, avanzata da Confartigianato, non riguarda, per ora, il fotovoltaico (ne parliamo nella notizia sull'ecobonus al 65% nel 2027).
Cosa rientra nella spesa detraibile
- l'acquisto e l'installazione dei pannelli, dell'inverter e dei componenti dell'impianto;
- i sistemi di accumulo collegati all'impianto, cioè le batterie, che la guida dell'Agenzia delle Entrate cita espressamente tra gli interventi da comunicare all'ENEA;
- le spese accessorie legate ai lavori, come la progettazione e le pratiche, quando sono fatturate per l'intervento agevolato.
Per i dettagli sulle batterie, su quando conviene installarle e su quanto costano, si veda la guida sulle batterie di accumulo per il fotovoltaico.
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Richiedi un preventivo gratuitoCome si paga per non perdere la detrazione
Le persone fisiche devono pagare con il bonifico "parlante", quello predisposto da banche e Poste per le detrazioni edilizie, che riporta la causale, il codice fiscale di chi detrae e la partita IVA o il codice fiscale dell'azienda che riceve il pagamento. Per le persone fisiche conta la data del bonifico: è quella che stabilisce l'anno della spesa, e quindi l'aliquota. Un impianto pagato il 30 dicembre 2026 resta al 50% anche se la detrazione si recupera negli anni successivi.
Entro 90 giorni dalla fine dei lavori va inviata all'ENEA la comunicazione dell'intervento, tramite il portale dedicato: molte aziende installatrici se ne occupano direttamente, ed è una voce da chiarire nel preventivo.
Esempio di calcolo
Una famiglia installa sulla propria abitazione principale un impianto da 6 kWp con accumulo e spende 12.000 euro, IVA al 10% compresa, pagati con bonifico parlante entro il 31 dicembre 2026:
- detrazione totale: 50% di 12.000 euro, cioè 6.000 euro;
- recupero: 600 euro all'anno per dieci anni, nei limiti dell'IRPEF dovuta;
- se la stessa spesa fosse pagata nel 2027, a legislazione vigente la detrazione scenderebbe al 36%, cioè 4.320 euro: 1.680 euro in meno.
La detrazione si usa fino a capienza dell'imposta: chi ha un'IRPEF annua più bassa della rata ne perde la parte eccedente. Per i redditi oltre 75.000 euro, dal 2025 l'articolo 16-ter del TUIR fissa un tetto complessivo alle spese detraibili, che va considerato insieme alle altre detrazioni dell'anno.
IVA al 10% e altri incentivi cumulabili
La fornitura con posa in opera di un impianto fotovoltaico su un edificio abitativo sconta l'IVA al 10% invece del 22%, già in fattura, e la detrazione si calcola sulla spesa con l'IVA agevolata. All'energia prodotta e non consumata si può applicare il Ritiro Dedicato del GSE, oppure la tariffa delle comunità energetiche rinnovabili: il quadro completo, con le cifre aggiornate, è nella guida sugli incentivi per il fotovoltaico nel 2026.
Cosa chiedere all'azienda nel preventivo
- se il prezzo è già calcolato con l'IVA al 10%;
- se la fattura distingue le voci dell'impianto, delle batterie e delle spese accessorie;
- chi invia la comunicazione all'ENEA e chi cura le pratiche con il GSE;
- entro quando può installare e collaudare l'impianto, se si vuole pagare entro il 2026;
- quanto produrrà l'impianto e quanta energia si stima di autoconsumare, per capire il risparmio in bolletta oltre alla detrazione.
Per una stima dei prezzi si veda la guida su quanto costa un impianto fotovoltaico; per cosa cambia dal 2027, la guida sul bonus fotovoltaico 2027.
Fonti: legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026); articoli 16-bis, comma 1, lettera h, e 16-ter del TUIR; risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 22/E del 2 aprile 2013; Agenzia delle Entrate, guida "Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali", febbraio 2026. Contenuto aggiornato al 6 ottobre 2026: verificare sempre la normativa in vigore al momento del pagamento.
Domande frequenti
Quanto vale il bonus fotovoltaico nel 2026?
Il 50% della spesa per l'abitazione principale di proprietari e titolari di diritti reali, il 36% negli altri casi, con un limite di 96.000 euro per unità immobiliare. Si recupera in dieci rate annuali uguali.
L'inquilino può avere il bonus fotovoltaico al 50%?
No. Il 50% richiede che chi paga sia proprietario o titolare di un diritto reale sull'immobile e che sia la sua abitazione principale. Inquilini, comodatari e familiari conviventi possono detrarre la spesa al 36%.
Le batterie di accumulo rientrano nel bonus?
Sì, i sistemi di accumulo collegati all'impianto rientrano tra le spese agevolate e vanno indicati nella comunicazione all'ENEA, da inviare entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
Che data conta per avere il 50%?
Per le persone fisiche conta la data del bonifico parlante: una spesa pagata entro il 31 dicembre 2026 resta al 50%. Dal 2027, senza nuove norme, l'aliquota sull'abitazione principale scende al 36%.
Il bonus fotovoltaico è lo stesso dell'ecobonus?
No. Il fotovoltaico rientra nel bonus ristrutturazioni (art. 16-bis, comma 1, lettera h, del TUIR); l'ecobonus riguarda la riqualificazione energetica e, fra i pannelli solari, copre quelli termici per l'acqua calda.
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